11 marzo 2007 redazione
recensioni

La Rivoluzione d'Ottobre
Memorie e testimonianze dei protagonisti
Una lunga introduzione di Adriana Chiaia ci riporta all’attualità delle teorie di Marx e di Engels, all’audacia di Lenin, Stalin e dei rivoluzionari di tutto il mondo

È un libro per ricordare il valore universale dell’evento che segnò la storia dell’umanità e per rivendicarne i suoi insegnamenti contro ogni revisionismo e negazionismo.  Nella prima parte, attraverso le testimonianze dei protagonisti, rivivono le febbrili giornate dell’insurrezione di Pietrogrado e dell’assalto al Palazzo d’Inverno. Il pressante appello di Lenin “l’indugio significa la morte” si materializza nel fermento del quartier generale del Comitato militare rivoluzionario (Smol’nyj), cuore pulsante della rivoluzione.
La seconda parte del libro offre un quadro entusiasmante dell’incendio rivoluzionario che si propaga in tutta la Russia: da Mosca a Kiev, a Sebastopoli, fino alla Siberia e all’estremo Oriente.
La terza parte descrive i primi passi del potere sovietico: la creazione del Consiglio dei Commissari del popolo, i primi decreti emanati dal Governo operaio e contadino sulla pace e sulla terra, in immediata attuazione del programma e delle parole d’ordine del Partito bolscevico.
Nelle ultime pagine le voci dei controrivoluzionari, l’intreccio dei sentimenti di odio, d’impotenza, di rassegnazione, di disperazione e di miseria morale, espressioni di un mondo morente, travolto dalla tempesta rivoluzionaria.
Nell’introduzione la curatrice, Adriana Chiaia, ripercorre le tappe del pensiero leninista, autentico erede dello spirito rivoluzionario del marxismo: la concezione del partito, l’analisi dell’imperialismo, la teoria della rivoluzione proletaria e della dittatura del proletariato. Teoria che, in rapporto dialettico con la prassi del partito bolscevico, ha condotto alla vittoria la rivoluzione d’Ottobre ed instaurato il potere dei soviet degli operai e dei contadini.
Lo spazio maggiore dedicato alla parte teorica e storica nell’introduzione ha lo scopo – come spiega Adriana – di fornire il quadro, necessariamente sintetico, dei fondamenti della teoria leninista, prezioso patrimonio che ha guidato la pratica politica del Partito bolscevico, dei suoi militanti e di migliaia di proletari nella lotta e nel trionfo della rivoluzione. Una scelta che sottintende una speranza ed un auspicio. L’autrice vorrebbe, appunto, che i lettori fossero stimolati da questo lavoro e cercassero nella lettura o nella rilettura e nello studio dei testi riportati una verità da troppo tempo cancellata e si impossessassero di quest’arma formidabile più che mai utile in questo momento in cui da più parti – anche da quei partiti che nominalmente si richiamano al termine comunista – si accantona la lotta di classe e la prospettiva di una società socialista.
Lo scritto di Adriana riporta all’attenzione l’attualità delle teorie di Marx e di Engels e l’audacia di Lenin, Stalin e dei rivoluzionari di tutto il mondo che hanno abbracciato la teoria marxista, l’hanno sviluppata nell’epoca dell’imperialismo e delle rivoluzioni coloniali e calata nelle condizioni specifiche dei rispettivi paesi e che hanno dimostrato nella pratica la validità delle loro idee.
Le lotte degli sfruttati e degli oppressi, infatti, saranno vincenti se loro, forti del patrimonio della teoria e della pratica del movimento rivoluzionario e comunista, si uniranno contro il nemico comune: il capitalismo imperialista.
E questo libro è un contributo a dare solide radici al futuro che si auspica, a trasformare l’aspirazione ad “un mondo migliore” nella consapevolezza che il solo “mondo migliore” possibile è la società socialista. Il mondo socialista, nel massimo della sua espansione che ha compreso un terzo dell’umanità, ha dimostrato di essere capace di emancipare economicamente, politicamente e culturalmente enormi masse popolari. Questo mondo è esistito e deve essere nuovamente ricostruito perché è l’unica alternativa possibile alla barbarie del capitalismo imperialista e che, con le sue guerre infinite, annienta intere popolazioni e distrugge interi paesi; impone le sue politiche di rapina, rende schiavi, impoverisce e costringe all'emigrazione milioni di uomini; saccheggia le risorse naturali dei paesi dipendenti e, con il suo consumo dissennato, minaccia perfino la sopravvivenza dell’intero pianeta.
La Rivoluzione d'Ottobre, Memorie e testimonianze dei protagonisti
a cura di Adriana Chiaia, Zambon editore, f.to 13x21, pp. 336, 12,80 euro

Distribuzione

nelle librerie:
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10 marzo 2007 redazione
rcensioni

Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica
La verità sull'episodio della guerra in ex Jugoslavia presentato dai grandi media come la peggiore atrocità in Europa dalla seconda Guerra Mondiale.
- L'analisi del gruppo di ricercatori americani
- Documenti e testimonianze inedite
- Il rapporto censurato dei Serbi di Bosnia
- Un video dubbio passato al microscopio
Il libro - il secondo di una collezione che vuole essere il riflesso fedele di una realtà troppo spesso deformata dai grandi media e che si impegna a pubblicare documenti inediti, nascosti o ignorati - è la versione italiana del documento edito in Francia dalle Editions Le Verjus (2005): Le dossier caché du "genocide" de Srebrenica.
Traduzione di Jean Toschi Marazzani Visconti, editing di Ivana Kereki, collana Frontiere del Presente
edizioni La Città del Sole, Napoli 2007, 12 euro

IL CORRIDOIO
Viaggio nella Jugoslavia in guerra (1992... 2007)
Dall'epoca dell'"equilibrio bipolare" (prima dell'abbattimento del muro di Berlino) si è passati a quella della "guerra globale permanente" (dopo l'abbattimento delle Torri Gemelle) percorrendo uno stretto crinale: quello della crisi jugoslava...
È questo il passaggio che conduce a tutte le altre operazioni di conquista e dominio neocoloniale del mondo contemporaneo. Otto anni fa, il 24 marzo 1999, l'Italia partecipava ai bombardamenti NATO su quei territori. In Toscana nell'estate del '99 dal Kosovo "liberato" arrivavano tante famiglie – rom, askalija, goranzi... - sfuggite alla pulizia etnica degli irredentisti pan-albanesi, e vittime di strategie geopolitiche spietate i cui danni sono sotto agli occhi di tutti.
Ciò che gli usa e i paesi della Nato hanno fatto in Jugoslavia nei terribili anni ’90 è una delle pagine più ignominiose della storia della civiltà occidentale. Gli eventi sono stati illustrati dai mezzi di informazione di massa del civile e colto Occidente in modo tale che sul davanti della scena aveva luogo una grandiosa falsificazione della tragedia che si svolgeva di fatto sotto gli occhi della comunità internazionale e con la sua attiva partecipazione. Sono stati necessari gli sforzi onesti e coraggiosi di giornalisti, politici, scrittori, gente comune perché le briciole di una terribile verità cominciassero ad essere conosciute, per quanto era possibile, da vasti strati della opinione pubblica internazionale.
In questo libro l’autrice, Jean Toschi Marazzani Visconti - che è stata collaboratrice de Il Manifesto, liMes, Avvenimenti, Maiz e che non è una persona politicamente impegnata e non ha partito - riporta le sue esperienze e memorie di ritorno dai viaggi attraverso la guerra e la disinformazione, dopo aver osservato i fatti rivelando l’offesa dell’onore di un intero popolo, strappando i veli dal mito della democratizzazione della Jugoslavia: dalla Repubblica Serba di Bosnia al Bihac, dalle Krajine al Kosovo tuttora in bilico per una cinica operazione di ridefinizione dei confini in Europa.
introduzione di Alexander Zinov'ev
ed. La Città del Sole, 2005, 400 pagine, 18 euro

 

 


1 marzo 2006 redazione
Un bel tacer non fu mai scritto

IL MANUALE DI AUTODIFESA POLITICO-LEGALE
Uno strumento utile per i militanti
Il “Manuale”, che si avvale del contributo di altri lavori analoghi pubblicati nei decenni scorsi, è collegato all’attività complessiva della “Campagna contro l’art. 270 del C.p. e reati associativi” ed è concepito in due parti: 1. Gli organi inquirenti e le norme di procedura penale; 2. analisi dei reati che più comunemente vengono contestati a chi svolge attività politica. Il motivo di questa impostazione – come si legge nell’introduzione – sta nella volontà di fornire prioritariamente la conoscenza degli apparati repressivi e del loro operato a partire dalle forme di controllo fino al rinvio a giudizio (da indagato ad imputato) proponendo le varie tipologie di reati più “frequenti” e le relative conseguenze.
Vi sono inoltre alcuni fac simili riproducibili per eseguire autonomamente specifiche procedure e, nella parte finale, un capitolo dedicato all’approfondimento del carcere: “Quando sull’orizzonte si chiudono le sbarre”.
Un bel tacer non fu mai scritto, 128 pagine, copertina plastificata, f.to tascabile (cm. 12x17), euro 5,00
per la richiesta di copie scrivere a:
putilov@virgilio.it

"Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba"
Il libro, edito da Sperling & Kupfer, nella collana Continente desaparecido, è una raccolta di saggi di alcuni dei più prestigiosi intellettuali nordamericani e no, sull'attività eversiva portata avanti negli anni da gruppi di cubano-americani della Florida contro l'Isola della Revolución. Un'attività criminosa che ha causato più di tremilacinquecento morti. In particolare il libro documenta la storia di cinque agenti dell'intelligence cubana infiltrati a metà degli anni ‘90 nella società nordamericana per cercare di smascherare le centrali di queste azioni dinamitarde. I cinque riuscirono a reperire le prove delle azioni criminose e il governo dell'Avana le segnalò all'allora presidente Clinton. Ma l'Fbi, invece di neutralizzare i terroristi, arrestò per spionaggio i cinque cubani che da sette anni sono in carcere, che hanno avuto un processo farsa a Miami solo dopo tre anni di sofferenze in prigioni "speciali" (per un periodo addirittura in completo isolamento) e che ora affrontano con qualche speranza un nuovo processo, dopo che l'estate scorsa la Corte d'appello di Atlanta ha riconosciuto il pregiudizio che ha viziato l'intero processo e le omissioni commesse riguardo al diritto degli imputati e alla valutazione delle prove. Tutto questo mentre i protagonisti di questa feroce attività terroristica sono liberi negli Stati Uniti, o come Luis Posada Carriles sono in un centro di detenzione migratorio e hanno richiesto asilo politico invocando addirittura, con un messaggio esplicito, "il segreto di Stato" per il loro caso. Una patata bollente per il presidente Bush che afferma di voler combattere il terrorismo.
L'opera, curata da Salim Lamrani ricercatore della Sorbona di Parigi, ha una testimonianza iniziale di Gabriel García Márquez, protagonista - su invito del governo cubano - di un’iniziativa per fermare questo terrorismo rivolta al presidente nordamericano Clinton, senza successo.
Gli autori: Noam Chomsky (semiologo e sociologo del Mit di Boston), Howard Zinn o Michael Parenti, Piero Gleijeses, funzionari dell'amministrazione nordamericana e diplomatici delusi dalla realtà politica del loro paese come William Blum, Wayne Smith, Saul Landau; vecchi combattenti per i diritti civili come Michael S. Smith, James Petras; l'avvocato Leonard Weinglass; il direttore di Le Monde Diplomatique Ignacio Ramonet, Jitendra Sharma, presidente dell'Associazione internazionale dei giuristi democratici, Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento cubano; Gianni Minà e Nadine Gordimer, Premio Nobel per la Letteratura 1991.
Gianni Minà, Ignacio Ramonet, Noam Chomsky, "Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba", Sperling & Kupfer, 16 euro

 



29 giugno 2005 redazione
Trame nere

TRAME NERE
I movimenti di destra in Italia dal dopoguerra ad oggi
Trame nere analizza la nascita e gli sviluppi dei movimenti della destra italiana dal dopoguerra ad oggi, in modo particolare del MSI, diretto discendente della prima organizzazione neofascista, nata dalle ceneri della Repubblica Sociale Italiana, il Fronte Armato Rivoluzionario. Proprio il Movimento Sociale Italiano ha sempre avuto il ruolo di punto di riferimento per tutto l’arcipelago nero, poiché difficilmente vi è stata operazione od organizzazione politica che non abbia avuto come protagonista suoi militanti e dirigenti, ora in veste di suggeritori ora di fomentatori, che coniugavano militanza legale (sempre se così la si vuole chiamare quella in un partito fascista espressamente vietato dalla Costituzione italiana) con quella sovversiva ed illegale.
L’indagine poi si estende fino al passato più recente, con la svolta storica di Alleanza Nazionale e il rifiorire dell’estrema destra, che sotto la guida di vecchi e nuovi personaggi, tende ad inserirsi prepotentemente non solo nella politica ufficiale con appoggi ed alleanze strategiche, ma soprattutto nei movimenti giovanili, primi fra tutti quelli no-global e quelli degli ultras delle squadre di calcio.
Il libro intende offrire al lettore una vasta ed accurata panoramica, sulla composizione e sulle vicende, dei movimenti della Destra italiana dal dopoguerra ad oggi. In modo particolare della maggiore organizzazione neofascista, il Movimento Sociale Italiano e degli altri movimenti, più o meno a lui collegati, che hanno recitato un ruolo da protagonisti nei cosiddetti “anni della tensione”. Il tutto senza trascurare quei gruppi neofascisti che, dopo intense fasi di riorganizzazioni, oggi tendono ad inserirsi nell’entourage politico. La varietà delle sigle, dei personaggi e delle riviste loro collegate, è dovuta ad un’incredibile ramificazione ed eterogeneità della galassia dei movimenti neofascisti.
L’Autore: Giuseppe Scaliati (1978), laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Napoli "Federico II" all’indirizzo storico-politico, con una tesi in storia del Pensiero Politico contemporaneo dal titolo Origini e sviluppi dell’Anarchismo. Ha collaborato con quotidiani ed emittenti locali.
Edizione Frilli, Collana Controcorrente
Formato 14x21, pagine, 240, prezzo euro 16,50
In libreria e via: www.internetbookshop.it
http://www.giuseppescaliati.it