24 giugno 2018
redazione
nu.4/2018

È in distribuzione il n.4/2018, del quale segnaliamo:
La situazione della classe operaia in Italia nel 2018, pagina 2

Migranti e rifugiati politici, pagina 3
Ucraina. Il Donbass teme sempre più un attacco ucraino, pagina 4

Cuba. Ieri, oggi e domani, pagina 5

Palestina. Hanno ragione. Se non gli sparano, nessuno ascolta i palestinesi di Gaza,
pagina 6
Ringraziamo i compagni e i lettori che ci inviano contributi per mantenere la nostra voce comunista in un momento particolarmente difficile economicamente.
La situazione politica così grave richiede molte risorse e noi possiamo contare sostenitori!
Se siete interessati ai numeri precedenti li potete trovare su Issuu, profilo nuova unità


16 maggio 2018
redazione
nu. 3/2018
È in distribuzione il n. 3 di “nuova unità”. Ricordiamo che abbiamo bisogno di tutto il vostro contributo per continuare ad andare avanti: abbonatevi e fate abbonare per soli 26 euro su ccp. Nr. 1031575507, nuova unità, Firenze Ecco il sommario: Di truffa in truffa. L’ennesimo accordo tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria sui contratti programma la riduzione dei salari e l’aumento degli orari, tentando di imporre la triplice come sindacato unico, pagina 2 Guerre imperialiste, classe operaia e internazionalismo, pagina 3 Imperialismo o “ultra-imperialismo”? “La guerra fredda non è mai terminata”, come dimostra “l'allargamento a est della NATO dopo la fine dell'URSS e lo sviluppo della crisi in Ucraina", pagina 4 Brasile: Lula sì, Lula no… pagina 5 Giro d'Italia: lo sport per riaffermare le menzogne e l'oppressione della Palestina, con la complicità dell'Italia, pagine 6/7 Yemen: un'agonia reale, pagina 7
16 maggio 2018
redazione
La morte sul lavoro non è una fatalità
Manca la prevenzione, manca la sicurezza sui posti di lavoro perché costano e ridurrebbero i profitti dei capitalisti. Vige la logica che costa meno il risarcimento per la morte di un operaio che adeguare le fabbriche come le ferrovie o i cantieri con la manutenzione e con criteri di sicurezza e perché l’organizzazione del lavoro imposta dai capitalisti è mirata a spremere il massimo del plusvalore dalla forza-lavoro degli operai. E così, si continua a morire rimanere invalidi per tutta la vita: se nel 2017 sono stati 634, dal 1° gennaio sono già 262 i morti di lavoro, di tutte le età, dai 26 anni ai 65. Si muore fra l’indifferenza e l’ipocrisia delle istituzioni, del governo, del presidente della Repubblica. Sia nella campagna elettorale che in questo periodo di spargimento delle poltrone il problema lavoro, qualità e sicurezza non è importato a nessun partito. Difendersi dallo sfruttamento e dalla barbarie del capitalismo può avvenire solo se la classe operaia si attrezza politicamente, si organizza per diventare una forza pronta ad affrontare una lotta contro la dittatura della borghesia. Per abbattere questo sistema che calpesta e opprime lavoratori imponendo orari e turni massacranti, enormi carichi di lavoro, la riduzione delle pause ogni giorno della settimana, festivi compresi, le masse popolari con continui rincari e tasse, e ci coinvolge in guerre di rapina e spartizione. La nostra solidarietà agli operai e ai loro familiari è legata al nostro impegno nel portare avanti la lotta di classe.
14 maggio 2018
redazione
Con la Resistenza palestinese
CONTRO IL GENOCIDIO SIONISTA L'inaugurazione della nuova ambasciata Usa a Gerusalemme, trasferita da Tel Aviv, oltre a costituire una provocazione da parte di Trump, è un genocidio costato la vita a più di 80 palestinesi, tra i quali una bimba di 8 mesi, e migliaia di feriti. Anche nel 70 anniversario della nakba, cioè la nascita dello Stato di Israele e la cacciata dei palestinesi dal proprio territorio, si scatena la violenza armata sionista nella realizzazione del progetto di pulizia etnica. Sono più di due milioni i palestinesi della striscia di Gaza che vivono da 11 anni sotto assedio senza acqua, elettricità, servizi sanitari, sotto attacchi armati israeliani che hanno fatto migliaia di vittime tra donne uomini e bambini: crimini che si affermano nel silenzio totale della comunità internazionale. Crimini che i colonizzatori chiamano “diritto a difendersi”, mentre nella pratica si traducono nel “diritto ad occupare” e nel “diritto di sterminio”. Israele, modello repressivo e reazionario per le classi dominanti di tutto il mondo, è l'avamposto colonialista delle potenze della Nato in Medio Oriente ed è parte del sistema capitalista e imperialista mondiale che immiserisce e sfrutta i popoli. Il governo italiano si è sempre mostrato amico dei governi reazionari di Israele, i suoi legami sono fatti di interessi economici, scambi culturali, gemellaggi accademici e collaborazioni militari. È di soli pochi giorni fa la partenza del giro ciclistico d'Italia da Tel Aviv che, insieme alla strumentalizzazione di Bartali, ha avuto lo scopo di ricostruire una facciata democratica di Israele. Costruire la solidarietà con il popolo palestinese significa denunciare la strumentalizzazione della Shoah per legittimare l'occupazione della Palestina, significa respingere l'etichetta di antisemiti a chi solidarizza con la Resistena palestinese. Ricordiamo che "semita" indica l'appartenenza ad un gruppo linguistico del Medio Oriente - che comprende l'arabo e l'ebraico - mentre "sionismo" è l'ideologia politica razzista, di separazione e supremazia degli ebrei, alla base dello Stato di Israele. Solidarizziamo con la resistenza del popolo palestinese lottando contro i legami tra i governi di Italia e Israele. Italia, che, con più di trenta missioni militari all'estero rivela la vocazione colonialista nella corsa mondiale alla spartizione di risorse e mercati, mentre si cancellano le conquiste dei lavoratori e le masse si impoveriscono, si fomenta la guerra tra poveri per farci credere che i nemici sono gli immigrati e non gli sfruttatori e i capitalisti. Per il diritto al ritorno dei profughi Per la liberazione di tutti i prigionieri politici
15 aprile
redazione
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