| 5 maggio 2008 | redazione |
| omologazione | |
RESPINGIAMO LE PROVOCAZIONI
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| 28 aprile 2008 | redazione |
| editoriale | |
1°
Maggio Da decenni i padroni di
tutto il mondo ed i loro governi hanno trasformato il 1° Maggio nella giornata
della “pacificazione” fra capitale e lavoro salariato, trasformando una
giornata di lotta nella quale gli operai di tutto il mondo si riconoscono come
appartenenti ad un’unica classe che lotta contro la schiavitù salariata in
“festa del lavoro”. In questo modo i borghesi di tutto il mondo cercando di
espropriare agli operai persino della memoria storica, ma i dati della guerra di
classe la riportano ogni giorno di attualità. Ogni anno nel mondo muoiono per
cause legate all’attività lavorativa 2 milioni di persone, e per gli
infortuni sono oltre 270 milioni i lavoratori che subiscono gravi menomazioni.
Dal 2001 al 2007 in Italia, secondo i dati Inail - che sono sottostimati perché
non tengono conto dei 3milioni e 500mila lavoratori immigrati e pagati a nero -
i casi mortali per infortunio sul lavoro sono stati 9720, più del doppio dei
soldati delle truppe di occupazione della coalizione imperialista caduti in
Iraq. La recessione statunitense e la crisi che comincia ad investire l’Europa
e l’Italia acuisce le contraddizioni accentuando il conflitto fra i
sostenitori del sistema di sfruttamento e gli operai ed i popoli del mondo che
lo subiscono. Aumento dello sfruttamento, licenziamenti, salari e pensioni da
fame, guerre e barbarie sono il nostro futuro se non riusciamo ad opporci con la
lotta a tutto questo. |
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| 27 marzo 2008 | redazione |
| editoriale | |
UNITÀ E LOTTA CONTRO
L’AVANZATA DELLA DESTRA La campagna elettorale è
partita in pieno stile Usa e con un vergognoso mercato delle poltrone. Nelle
liste c’è tutto e di più. |
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| 12 febbraio 2008 | redazione |
| editoriale | |
QUANDO I GOVERNI SONO COMITATI
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| 30 gennaio 2008 | redazione |
| "giornata del ricordo" | |
FOIBE E MANIPOLAZIONI
STORICHE |
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| 15 gennaio 2008 | redazione |
| vittoria | |
NO DELLA SAPIENZA A
RATZINGER |
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| 18 dicembre 2007 | redazione |
| editoriale | |
Il marxismo è la teoria che libera Siamo arrivati alla conclusione di un altro anno in un
momento in cui ci dibattiamo tra carovita, caropetrolio, carobollette (che si
mangiano la tredicesima), disoccupazione, pessima qualità della vita e di
lavoro dovuta anche alle scelte di guerra e armamento. Le masse popolari tirano
la cinghia, ma evidentemente c'è ancora un margine per andare avanti. Fino a
quando? Non si può dire, ma la stessa borghesia e la Chiesa - che sanno cosa
rischiano - prevedono che qualche ribellione può arrivare. |
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| 8 dicembre 2007 | ricevuto |
| comunicato | |
STRAGE ALLA THYSSENKRUPP DI TORINO: 4 operai morti, bruciati vivi,
altri 3 in condizioni gravissime con ustioni sul 90% del corpo; altri, più
“fortunati” se la sono cavata solo con qualche bruciatura. |
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| 7 novembre 2007 | redazione |
| editoriale | |
90° DELLA RIVOLUZIONE
D’OTTOBRE IL MOTORE DELLA STORIA Ogni anniversario della
Rivoluzione d’Ottobre è occasione di menzogne e bugie revisioniste e
opportuniste per denigrarla. Per questo importante 90° Anniversario e con il
centrosinistra al potere le trasmissioni radiotelevisive si sono scatenate.
Calunnie e mistificazioni denunciate anche in Senato, da Fosco Giannini, in un
clima reazionario di insulti. La borghesia proprio non manda giù questa
sconfitta storica che ha messo a nudo la sua debolezza nel rappresentare come
unica e universale la sua “civiltà”. I tentativi di
soffocamento della rivoluzione bolscevica sono innumerevoli: dall’impiego
delle armate di tutte principali potenze imperialiste, che allora si chiamava
Intesa, e successivamente con le armate naziste nella seconda guerra mondiale,
ma tutti i piani si sono infranti contro il muro della rivoluzione proletaria e
della sua Armata Rossa. |
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| 30 ottobre 2007 | redazione |
| manifestazione | |
sabato
10 novembre a partire dalle h. 16.30, presso il
Villaggio Globale di Roma si svolge la manifestazione per il 90° anniversario
della Rivoluzione Socialista d’Ottobre. |
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| 2 ottobre 2007 | redazione |
| editoriale | |
CLASSE CONTRO CLASSE |
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| 30 agosto 2007 | redazione |
| vergogna | |
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Che vergogna!!! |
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| 29 luglio 2007 | redazione |
| solidarietà | |
GRAVE
PROVOCAZIONE CONTRO UN DELEGATO R.S.U. |
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| 23 luglio 2007 | redazione |
| editoriale | |
SQUARCI SUL LUGLIO 2001 |
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| 5 giugno 2007 | redazione |
| editoriale nu 4/2007 | |
| NO
ALL'IMPERIALISMO, AL CAPITALISMO, ALL’OSCURANTSIMO Chiesa e destra scoprono l’esistenza della “gente” e delle famiglie e si inventano il “family day”. E in diretta tv sono state trasmesse immagini idilliache di mamme e bambini, tanti figli, spaventati dai Dico, liberali e cattolici che però chiedono aiuto allo Stato. Fa notizia che la Caritas consegna pacchi ai poveri. La gente e le famiglie, arrancano da anni per arrivare a fine mese perché i salari sono da sempre miseri. Ricordiamo bene quando, all’epoca della Dc, erano gli stessi candidati a portare personalmente i viveri nelle zone più povere delle città alla vigilia delle elezioni! Un sistema di acquisto voti che non è cambiato se si pensa che a Palermo, sotto elezioni, l’assessore al personale ha fatto assumere all’azienda dei trasporti 110 conducenti… privi di patente. Impareranno ha risposto, “è solo questione di pochi mesi”. Giusto il tempo di incassare il voto! Fiumi di parole sulla famiglia. Il governo organizza la Conferenza nazionale sulla famiglia dove la Bindi affossa i Dico e propone un tavolo permanente e Prodi analizza che la precarietà distrugge i giovani e promette che il Tesoretto andrà alle famiglie. Nel frattempo, dopo quello delle elezioni in Francia – prima per il candidato donna, poi con la vittoria di Sarkozy (elogiato da Veltroni) -, nasce un altro tormentone: la crisi e i costi della politica. D’Alema lancia il sasso sulla credibilità della politica. Perspicace! Però non riconosce che la colpa è sua e di tutti coloro che hanno affossato gli ideali comunisti. Se nel governo Berlusconi era chiaro che c’era un padrone con un entourage sottomesso e ossequiente, nel governo Prodi c’è un’accozzaglia di vice e ministri e sottosegretari che, senza una linea comune, sparano a ruota libera ciò che gli viene in mente giorno per giorno. Ancora una volta il centrosinistra, succube del Vaticano, dimostra di non saper governare neppure sul piano riformista. Privo di una strategia non è in grado di affrontare né la questione morale né i problemi veri della società e dare delle risposte e neppure di governare l’emergenza. La Turco militarizza il territorio mandando la polizia nelle scuole per arginare l’uso di droga, reprimere invece di educare e colpire i mercanti; Amato, strumentalizzando il malcontento operaio, lancia l’allarme sul terrorismo non ancora estirpato e sull’ostilità verso la polizia e punta sulla repressione; il Presidente Napoletano fa il mea culpa nell’anniversario della morte di Calabresi; Parisi manda Predator e più mezzi al contingente italiano in Afghanistan (che però rimangono bloccati a Kabul e perfino a Herat). C’è qualcosa di sinistra in questo? C’è qualcosa di sinistra nel futuro Pd dove tutti stanno correndo verso la direzione? Le elezioni amministrative sono state un banco di prova, non tanto per le città perse dove la presenza di industriali, artigiani, commercianti del ricco nord Italia, ben oleati dalla relazione di Montezemolo all’assemblea annuale di Confindustria, rappresentano la base elettorale del centrodestra, quanto per l’aumento dell’astensionismo evidentemente di protesta. Non si può pensare di conquistare i lavoratori a livello elettoralistico – sebbene siano ancora tanti quelli che votano turandosi il naso come a Genova, per esempio -, con un governo antipopolare e ondivago. Gli avvisi ci sono stati anche quando Giordano e Ferrero sono andati a volantinare davanti alla Fiat. L’accoglienza non è stata calorosa, anzi molti operai hanno ribadito “credevo che con la sinistra al governo sarebbe cambiato qualcosa, ma non è vero” o “fate qualcosa di sinistra, ridate una dignità agli stipendi e alle pensioni. Ma hanno anche denunciato che “ci stiamo riducendo alla schiavitù”. “I lavoratori chiedono un segno importante a loro favore”, dice Ferrero, che ringrazia per aver “fatto sentire la loro voce”, cioè per aver scioperato, tanto a rimetterci sono loro! Ma come la mette con la partecipazione e la cogestione dei “comunisti” al governo? Ma c’è voluto questo scossone elettorale per far sì che i partiti di sinistra – che puntano tutto e solo sulle elezioni – si rianimassero. Ma come lo fanno? Prc e PdCi chiedono una svolta su pensioni e salari, di risarcire gli operai. Se dopo una campagna elettorale basata su un programma di 400 pagine, dopo un anno di governo e dopo la debacle dell’astensionismo l’obiettivo di PRC (considerata sinistra radicale!) è risarcire gli operai siamo veramente ridotti male e non si capisce proprio dove sia la differenza tra governi di cd e cs. La differenza non si riscontra neppure a livello internazionale. Il 9 giugno il governo riceve il capo dell’imperialismo Bush, reduce dal G8, il cui arrivo è già stato preceduto da una richiesta di guerra. E le forze che sostengono il governo dividono la piazza in due manifestazioni, una della “sinistra radicale”, che dovrebbe arginare la protesta contro il governo Prodi e le sue scelte di guerra con truppe specializzate in 24 Paesi, con l’aumento del 13% delle spese militari; con l’appartenenza alla Nato, con il mantenimento delle costose basi militari e la concessione al raddoppio della base Usa di Vicenza, con l’accelerazione della ricerca militare con Finmeccanica dopo la firma dell’accordo segreto sullo “scudo spaziale”; con l’appoggio della fusione delle banche per meglio finanziare i futuri interventi negli scenari di guerra a rimorchio dell’imperialismo Usa, con lo sfruttamento industriale della manodopera nei paesi a bassissimi salari. E l’altra che combatte contro l’imperialismo statunitense ed europeo e, al tempo stesso, la politica dell’attuale governo. Forti manifestazioni sono previste ad Heiligendamm, sulla costa nord orientale della Germania, contro il vertice. E in previsione la Germania ha ristabilito una pratica usata dal Reich guglielmino - occasione ghiotta per dire che era usata anche dalla Germania dell’Est -. Il ministero dell’Interno ha deciso di usare i cani da fiuto per raccogliere e schedare l’odore degli attivisti. Nelle ultime settimane la polizia si è presentata di buon mattino a casa dei militanti più conosciuti e li hanno obbligati a tenere in mano barrette di metallo avvolte poi in panni e sigillate in barattoli di vetro con su scritto il nome. Anche questa è l’Europa dei capitali. La vera crisi è quella dei valori propri di una società collettiva, della mancanza di un’ideologia che rafforzi la prospettiva socialista, cioè la vittoria dei lavoratori sul capitalismo e l’imperialismo. E dopo il devastante declino di “Liberazione” (basta leggere gli articoli su Cuba) Bertinotti sulla sua rivista “Alternative per il socialismo” di prossima uscita, abbandona persino il termine comunismo e sancisce così l’ultimo strappo. Cossutta l’aveva già preceduto dicendo che era pronto a rinunciare al simbolo della falce e martello, al nome “comunisti” perché quello che conta è l’obiettivo. Ma quale obiettivo? I lavoratori hanno bisogno di certezze, di un partito comunista che rappresenti effettivamente gli interessi della propria classe di appartenenza. Abbandonare tutto ciò significa cedere e concedere completamente la società alla borghesia. Partecipare a governi che gestiscono il capitalismo significa abbandonare il fondamentale concetto della lotta contro lo sfruttamento e l’oppressione. Diventano patetici i grandi discorsi sulle morti bianche e la precarietà se in pratica non si agisce per un cambiamento reale. Per cambiare realmente, per capovolgere i rapporti di forza, la classe operaia e il mondo del lavoro devono riprendere in mano politicamente il proprio destino e ritornare protagonisti della storia. |
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| 16 aprile | redazione |
| editoriale | |
25
APRILE E 1° MAGGIO |
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| 31 marzo 2007 | redazione |
| comunicato coord. lavoratori comunisti | |
CONTRO
LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA LOTTA DI CLASSE In questi
ultimi mesi, prendendo a pretesto l'arresto di alcuni compagni, accusati di
appartenere alle nuove B.R. lo Stato borghese ha avviato una campagna di
criminalizzazione su vasta scala delle avanguardie proletarie, a cominciare dai
posti di lavoro. Contiamo già una decina di licenziamenti, tra Padova, Torino e
Sesto S.Giovanni. |
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| 20 marzo 2007 | redazione |
| editoriale | |
I COMUNISTI NON SONO
TERRORISTI |
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