25 febbraio 2004 ufficio stampa
dibattito

Nel 60° Anniversario della Liberazione di Firenze 

Contro il dilagante revisionismo storico, contro la quotidiana riabilitazione del fascismo e la denigrazione della Resistenza, contro l'intollerabile apertura di sedi neofasciste anche nella nostra città, l'antifascismo militante deve reagire!
È necessario che gli antifascisti, i partigiani e tutti i sinceri democratici si mobilitino, ricollegandosi alle più avanzate tradizioni di lotta antifascista che si svilupparono in Italia fin dai primi anni Venti.
 
Noi vogliamo ricordarle! Nel 1921, a Firenze, a Empoli, a Scandicci e in tutta la provincia, proletari e popolani si ribellarono contro le violenze delle squadracce fasciste e resistettero per cinque giorni alla repressione delle guardie regie e dei reparti militari inviati a presidiare la città.

Venerdì 27 febbraio 2004, ore 21,15

presso la Casa del Popolo «25 Aprile», via Bronzino 117 (bus 6, 26, 27)

incontro-dibattito su
l'assassinio di Spartaco Lavagnini
 
e la rivolta antifascista di Firenze del 1921

(nei locali sarà allestita una mostra fotografica, con una selezione
 
di musiche popolari dell'antifascismo e della Resistenza)

 Comitato Antimperialista e Antifascista fiorentino «Spartaco Lavagnini»

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Domenica 29 febbraio 2004, ore 18

presso il Centro Popolare Autogestito Firenze-Sud
 
via Villamagna 27/A  (bus 8, 80, 23A, 23B)

 proiezione del film

Empoli 1921: Film in rosso e nero (1995)

Soggetto, sceneggiatura e regia di Ennio Marzocchini
Premiato al Festival di Annecy del 1995                     


12 aprile 2003 redazione
Turchia

Solidarietà con la lotta del popolo turco

Parte da Bruxelles il 14 aprile, con destinazione Ankara, e farà tappa a Firenze il 17 aprile, la carovana internazionale composta da una delegazione di diversi Paesi europei che denuncia le prigioni di isolamento "F type" in Turchia. In Turchia, per opporsi all'introduzione di questo tipo di celle di isolamento, infatti i prigionieri politici hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza fino alla morte, il 20 ottobre 2000

Da allora sono 106 i morti e circa 500 sono rimasti gravemente handicappati a causa dell'alimentazione forzata imposta dal Governo. Altre 500 persone hanno perso la memoria sempre a causa di questo tipo di tortura e sono stati trasformati in "morti viventi". In questa lotta di resistenza, iniziata nelle prigioni turche si sono aggiunti i parenti e altre persone che hanno sostenuto e sostengono questa forma di lotta al di fuori dei carceri.

L'isolamento è lo stesso delle carceri speciali in Europa e del Perù, del campo di Guantanamo ecc. ed ha come filo conduttore i massacri in Palestina, il Plan Colombia, il bombardamento dell'Afghanistan o l'aggressione all'Iraq; l'attacco ai diritti democratici attraverso liste nere stilate da Stati Uniti ed Unione europea; e tutte le politiche di repressione contro i popoli del mondo.

In Turchia come altrove l'obiettivo è quello di distruggere le identità politiche e le organizzazioni che si oppongono alla repressione e allo sfruttamento capitalistici.

I sostenitori della lotta dei prigionieri politici turchi si ritroveranno al Cpa (via Villamagna, 27, Firenze)

il 17 aprile dove, prima dell'incontro, è prevista una cena di solidarietà (ore 21).